Obiettivi

Il problema del rapporto fra fauna selvatica e bosco è complesso e riguarda da un lato le popolazioni animali e dall’altro la funzionalità degli ecosistemi nel loro insieme. Lo squilibrio che oggi si avverte fra alcune popolazioni animali, in particolare grossi Ungulati selvatici,  tanto da far parlare in alcuni casi di “danni” al bosco, è l’effetto delle modifiche che nel corso dei secoli l’attività umana ha provocato nel paesaggio e che si sono tradotte nella semplificazione della struttura, composizione e funzionalità dei boschi e nella diffusione di alcune specie animali a scapito di altre che sono completamente scomparse dal territorio. In altre parole la qualità e la capacità portante degli habitat sono state alterate e allo stesso tempo le diverse popolazioni animali sono state modificate sia qualitativamente sia quantitativamente, spesso in modo drastico.

La questione non è semplice: essa infatti è fortemente condizionata dagli aspetti tecnici, ma la sua soluzione richiede sia uno sforzo di integrazione fra i diversi settori interessati, sia un processo di condivisione fra i molteplici attori coinvolti, condizione indispensabile affinché si possa realizzare la volontà politica di tradurre in pratica le indicazioni provenienti dal mondo tecnico-scientifico.

Il progetto GEFORUS si propone di studiare il complesso rapporto fra fauna selvatica e bosco attraverso l’analisi dei molteplici fattori coinvolti.

La ricerca si pone il duplice obiettivo di produrre linee guida per la gestione integrata del rapporto fauna ungulata-ecosistemi forestali in un’ottica di sostenibilità ecologica, economica e sociale e di elaborare una metodologia per la valutazione oggettiva e standardizzata degli impatti negativi che il sovraccarico di ungulati selvatici può provocare alla funzionalità complessiva degli ecosistemi forestali e alle loro produzioni, legnose e non legnose.

In particolare, gli obiettivi specifici sono:

– elaborazione di nuove conoscenze sui rapporti fra ungulati selvatici e le principali forme di governo e trattamento dei boschi toscani, sia per quanto riguarda la capacità portante delle diverse tipologie forestali, sia in relazione alla diffusione ed entità dei “danni” provocati dalle specie animali oggetto di analisi.

– produzione di informazioni, su base territoriale, dei rapporti fra gestione faunistico-venatoria e l’effettiva struttura e consistenza delle popolazioni di ungulati selvatici nelle diverse realtà forestali della Toscana, anche in funzione della  diffusione ed estensione di aree a divieto di caccia (parchi, riserve ecc.) nei diversi territori di indagine.

– messa a punto di una metodologia di valutazione dei “danni forestali” che attraverso la predisposizione di un data base e di un modello di simulazione permetta di ricavare l’entità del danno espresso in termini economici, anche al fine di prevedere l’entità di eventuali indennizzi espressamente legati alle diverse tipologie di soprassuolo.

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